Il curriculum ha avuto l'esito desiderato e si è stati chiamati per un colloquio.
L'obiettivo di un colloquio di selezione è quello di avere un contatto personale con il candidato, testare le sue capacità, verificarne la personalità e l'attitudine ad inserirsi nell'ambiente aziendale.
Normalmente i candidati scelti attraverso la prima reale selezione, ovvero quella attraverso i curriculum, non sono numerosissimi e ad ognuno di loro è concesso un tempo limitato: un colloquio personale dura circa un'ora ed è dunque importante prepararsi al meglio per sfruttarlo al massimo.
In alcuni casi, in particolare per le selezioni che prendono in esame candidati per posti in cui non viene richiesta una specifica esperienza (ad esempio per i neo-laureati o neo-diplomati), il colloquio vero e proprio è preceduto da test attitudinali e colloqui di gruppo. Scopo di queste fasi è sfoltire ulteriormente il numero di candidati che parteciperanno al colloquio individuale.
Reali consigli sui test non ce ne sono, se non quello di farli con calma e senza innervosirsi. Per il colloqui di gruppo valgono i suggerimenti utili per il colloquio personale.
Ovviamente quelli che diamo sono consigli che possono aiutare ad evitare gli errori più grossolani, ma non assicurano certamente il buon esito finale.
L'inizio
Non si deve arrivare in ritardo. Se per cause indipendenti dalla propria volontà ciò succede (ad esempio il treno che si blocca) avvisare immediatamente telefonicamente del ritardo.
Anche arrivare con troppo anticipo può essere fastidioso.
Non sarebbe nemmeno il caso di ricordare che cortesia e vestiario sobrio e di buon gusto sono necessari.
A proposito dell'abbigliamento è meglio uno stile sportivo, piuttosto che ritrovarsi durante il colloquio con giacca e cravatta e non essere a proprio agio, aumentando il nervosismo e dando quindi una impressione di inadeguatezza.
Durante il colloquio
Parla. Discorrere con il selezionatore ed esprimere le proprie opinioni ed idee è fondamentale.
Far parlare, ragionare, prendere posizione, interagire è lo scopo del colloquio, perché un c.v. non può raccontare queste capacità.
Attenzione, però: non ci si deve dilungare troppo, (probabilmente non sei l'unico colloquio della giornata e il selezionatore non deve vedere l'ora di liberarsi di te) e soprattutto non ci si deve sbilanciare in affermazioni estremistiche o sentenziose.
Rispondi a tono. Probabilmente verranno fatte domande imbarazzanti o mirate a far cadere in contraddizione il candidato. Non evitarle: rispondi in modo cortese ma fermo.
Soprattutto non mentire. Negare difetti o errori del passato è peggio che ammetterli: la capacità sta nel "relativizzarli" e far capire che l'essere consci di essi può trasformarli in punti di forza.
Usa il giusto linguaggio. Per evitare incomprensioni, cerca di esprimerti con termini adeguati alla situazione e di conoscere il linguaggio del selezionatore il meglio possibile.
Evita un gergo puramente accademico, provinciale, o da teenager. Usa il cosiddetto "aziendalese", o almeno fai in modo di conoscere il significato dei termini come teamwork, customer satisfaction, business model, engineering, stock options, o almeno di quelli che si usano nell'area per cui ti presenti: se ti presenti come contabile e ignori cos'è il networking può passare, ma se non sai cos'è il finance & controlling la lacuna è grave.
Stai tranquillo. Un po' di nervosismo è normale, un bravo selezionatore cercherà di metterti a tuo agio. Ricambialo sorridendo, tenendo un atteggiamento sereno, che non significa troppo rilassato, ma capace di controllare lo stress.
La fine
La fine del colloquio è importante come il suo svolgimento.
Saluta e ringrazia non solo il selezionatore ma anche il resto dello staff, il che comprende anche la "segretaria" addetta alla reception: non è inusuale che venga anche a lei chiesta una impressione sul candidato e se si è stati scortesi o scostanti, si può comprometter tutto.
Le presenti informazioni sono fornite in collaborazione al Informa Lavoro del comune di Ivrea