I primi abitanti del Canavese sono i Salassi, tribù celto-ligure; i Romani cominciano la conquista del territorio dal 22 a.C.
Con la caduta dell'Impero il Canavese è prima controllato da Bisanzio, poi occupato dai Longobardi, infine sottomesso dai Franchi.
Con Arduino Ivrea diventa protagonista della storia di italia.
Egli si affaccia sulla scena eporediese nel 989, nel periodo ottoniano, in un clima di accese controversie tra feudatari laici ed ecclesiastici.
Arduino si schiera non solo contro gli imperatori tedeschi, gli Ottoni ed Enrico II, ma anche contro il potere vescovile, riscuotendo il consenso da parte di vasti strati della popolazione, come i feudatari, la nobiltà minore e le forze militari. Le ostilità delle forze clericali nei confronti di Arduino hannoinizio nel 997, quando egli pone fine alla diatriba sulla paternità della Corte Caresana, nei pressi di Vercelli, ricorrendo alle armi. Tale corte viene donata dall'imperatrice Adelaide ai canonici di Vercelli, sebbene appartenesse al territorio della Marca di Ivrea: di qui l'assedio e la morte del vescovo Pietro.
Arduino viene accusato di episcopicidio, scomunicato dal vescovo Varmondo e nel 999 processato per iniziativa di papa Silvestro II.
Costretto a cedere il potere al figlio Ardicino, Arduino non si dà per vinto e nell'anno 1000, approfittando del rientro in Germania di Ottone III, si fa proclamare re d'Italia con l'appoggio della nobiltà.
Arduino viene destituito da Ottone che, tornato in Italia assegna Ivrea a Manfredi, marchese di Torino.
Morto Ottone Arduino il 15 febbraio 1002 si fa incoronare re d'Italia a Pavia. Malvisto dai vescovi e dal nuovo imperatore di Germania Enrico II, Arduino risulta infine perdente e mantiene lo scettro solo fino al 1013. Si rita quindi nel Monastero di Fruttuaria a San Benigno Canavese, dove muore nel dicembre del 1015.
Dopo la morte di Arduino, marchese di Ivrea e primo a portare il titolo di re d'Italia, avvenuta nel 1015, i Conti del Canavese, che si dicono tutti suoi discendenti, si spartiscono la regione.
Nascono così le grandi famiglie canavesane: i San Martino, i Valperga, i Castellamonte, cui si aggiungono i novaresi Biandrate.
Nel '300 inizia l'espansione dei Savoia, cui il Comune di Ivrea e i Conti del territorio si sottomettono: il Canavese diventa così parte del dominio sabaudo.
Nel XVI sec. il Canavese è sottoposto ai Francesi, poi agli Spagnoli. Nuovamente sottomesso ai Francesi dalla fine del '700 sino alla sconfitta di Napoleone, torna ai Savoia con la Restaurazione.
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